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Musica di Weimar e De André/Tenco: ultimi concerti di fine estate

In un settembre precocemente autunnale ma carico di eventi culturali, Animando propone due concerti di grande interesse.

Il primo recupera le atmosfere espressioniste degli anni Venti, carichi delle tensioni sociali del Dopoguerra e generatori dei fermenti oscuri sfociati nel Nazismo. Siamo nel Nord Europa, Berlino è una città tragica e vitale, che dà voce ad artisti rivoltosi, alla ricerca di linguaggi anticonvenzionali e non consolatori, che nella musica si affermano anche nel Cabaret, luogo di culto immortalato nella letteratura e nel cinema (H. Mann/Angelo azzurro, Bob Fosse/Cabaret).

Tre valenti giovani strumentisti, tutti under 30 – Valentina Ciardelli/contrabbasso, Pierpaolo Romani/clarinetto, Andrea Pennati/chitarra classica – hanno voluto ricostruire in musica quel clima culturale, attingendo ad autori conclamati che vanno da Berg a Weill (nella foto con Brecht), da Hindemith a Strauss R. e Stravinskij, senza farsi mancare incursioni moderne – l’immancabile Zappa e altro. Una serata da apprezzare ad occhi chiusi e orecchie ben aperte, lavorando di fantasia: venerdì 7 settembre, ore 21.15.

Il secondo concerto, di ingente impegno produttivo, si svolge sabato 15 settembre, ore 21.15 nei Sotterranei del Baluardo di S. Regolo, Mura Urbane; ingresso dalla discesa dell’Orto Botanico.

Animando persegue il recupero della Bella Musica, al di là dei generi e della convenzioni. Lo fa anche con questo recital – FABER per TENCO – in cui Fabrizio de André (l’attore e cantante Pantaleo Annese) racconta la sua amicizia con Luigi Tenco, mescolando le canzoni della sua prima produzione artistica con quelle del cantautore morto suicida a 29 anni nel 1967, interpretato dal giovane lucchese Effenberg, anch’egli cantautore. Quindici canzoni, inserite in un testo essenziale (un monologo di de André rivolto all’amico: “ascolta la sua voce che ormai canta nel vento”), due video d’epoca, di cui il primo, la bellissima “Preghiera in gennaio”, apre il recital.

I due cantautori ci hanno lasciato canzoni popolari indimenticabili, tesori degni di passare alle giovani generazioni e di essere fruite nelle modalità musicali più diverse e moderne. Noi abbiamo voluto rivestirle di una veste preziosa, ispirata al barocco, confezionata dal M° Silvano Pieruccini (autore degli arrangiamenti) e le facciamo eseguire da un gruppo di archi e fiati giovani, guidato dal pianista Jacopo Phelan. Nicola Fanucchi ha collaborato alle soluzioni sceniche. Ideazione e testi di Mauro Di Grazia e Rosanna Pezzopane.

“Ricordate la leggerezza mozartiana con la quale … ne scriveva … Edmondo Berselli ? La canzone è come l’acqua fresca, sembra niente ma è tutto, placa l’arsura della malinconia e dell’abitudine, e se c’è nebbia fa vedere il sole, dà coraggio a chi ha paura, commuove anche il più burbero dei solitari, è il fischiettare dell’individuo ma è anche la civiltà del coro. La canzone, val la pena ripeterlo, è popolo senza populismo, è la colonna sonora della democrazia”. (Francesco Merlo, 2016)

Ingresso libero; prenotazione consigliata per limitatezza posti a sedere, con mail a comunicazione@animandolucca.it

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