Animando su

Archivi

L’arte del Quartetto al Palazzo Ducale con Archos Quartet

Ci voleva la sapienza comunicativa e la profonda cultura di Marco Mangani, musicologo, direttore del Centro Studi Luigi Boccherini, per tessere i legami fra lo stesso Boccherini, Haydn e Brahms (nell’ordine nelle immagini), gli autori che sono stati eseguiti, venerdì 6 aprile nella Sala Tobino in Palazzo ducale a Lucca con la Serata Quartetto. Nella conversazione del 2 aprile Mangani aveva ricostruito con piacevole narrazione la storia del quartetto, attribuendone la primogenitura ad Haydn in Vienna intorno alla metà del Settecento, ma mostrando che esperimenti di quella formazione – divenuta parte importante della storia della musica – erano già avvenuti anche altrove, con la diffusione della musica fuori delle corti principesche. Con l’affermazione delle nuova borghesia imprenditoriale nel corso del secolo, infatti, nascevano i saloni da musica nei quali si presentavano e si replicavano le musiche di successo, facilitate dalla diffusione delle piccole formazioni musicali e dalla nascita di una editoria musicale.

Boccherini, ad esempio, già nel primo periodo lucchese, ancor giovanissimo, si cimentò col quartetto, forma musicale della quale fino ai primi decenni dell’Ottocento divenne maestro riconosciuto in Europa, in primis a Parigi. Di Boccherini è stato eseguito il Quartetto per archi op.32 n. 5.

Al di là della paternità del genere, è certo che nella storia del Quartetto d’archi ha avuto un ruolo fondamentale la Scuola viennese, grazie all’opera di musicisti del calibro di Haydn, Mozart e Beethoven. Uno degli autori più prolifici e ricchi di inventiva in questo genere di composizione fu proprio l’austriaco Franz Joseph Haydn, che ne ha composti ben 83. Di Haydn abbiamo ascoltato il Quartetto in Re minore op.76 n.2, scritto nell’estate del 1797 e appartenente al gruppo dei quartetti della maturità. Il quartetto è detto “delle quinte”, dall’intervallo di quinta che caratterizza sistematicamente il materiale tematico impiegato. Anche questa composizione, come quella di Boccherini, è in quattro movimenti.

Al contrario dei due musicisti precedenti, la produzione quartettistica di Johannes Brahms fu limitatissima (solo tre quartetti in tutto il suo catalogo). I suoi primi due quartetti videro la luce, dopo una lunga fase di elaborazione e di ripensamenti, solo nel 1873. E’ come se, nell’ambito del quartetto, Brahms si sentisse troppo insicuro di fronte ai grandissimi del passato, il che spiega la lunga e meticolosa ponderazione con cui procede in questo genere musicale.

L’esecuzione dei brani era affidata alla perizia e alla passione dell’Archos Quartet, una formazione europea di grande valore, reduce da una vasta affermazione internazionale.

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.