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    In memoria di Adolfo Betti, concerto a Bagni di Lucca sabato sera, 5 agosto

     

    Sabato 5 agosto a Bagni di Lucca i vincitori – gli Archos Quartet – del premio istituito da Animando e dall’Amministrazione Comunale in memoria di Adolfo Betti.


    “Suonano come angeli, più che come uomini”, scriveva il New York Time nel 1920. E il coro era unanime nel mondo musicale europeo e americano: il Quartetto d’archi Flonzaley, fondato agli inizi del Novecento, fu per più decenni un fenomeno musicale internazionale.

    Ne era primo violino un lucchese, Adolfo Betti, nato a Bagni di Lucca nel 1875 e morto a Lucca nel 1950. Alla sua memoria Animando ha istituito un Premio per il miglior quartetto all’interno del Festival Virtuoso & Bel Canto che si conclude venerdì 4 agosto a Lucca. Il gruppo proclamato vincitore dopo agguerrita selezione si esibirà sabato 5 agosto alle 21 a Bagni di Lucca, città natale di Betti, nella piazza antistante la sede comunale, all’aperto e ad ingresso libero.

    L’esecuzione gratuita è stata  concordata da Animando con la nuova Amm.ne comunale, ben lieta di onorare un suo cittadino illustre, che si aggiunge alle numerose icone musicali della tradizione lucchese. I brani saranno definiti e presentati al pubblico direttamente dai giovani vincitori (è regola del premio che la somma della età dei quattro musicisti non superi i 120 anni): la buona musica esce dal Centro di Lucca e si propaga nelle nostre valli sulle ali dei giovani. 

    Due iniziative nel Comune di Bagni di Lucca

    Due importanti iniziative di Animando nel comune di Bagni di Lucca:

    Scarica le locandine in pdf!

    Ingresso libero, Buon divertimento!

    Partecipazione ed entusiasmo al Concerto da Bach a Zappa del 1 luglio.

     

    Alcuni brani musicali tratti dalla serata:

    “Wonderful concert at Orto Botanico in Lucca yesterday…No seats left!!!! THANKS to Animando , Opera delle mura, circolo del jazz…big surprise.. the major of Lucca was the special guest…now Germany!!!”

    Così scrive Valentina S. Ciardelli sul suo profilo Facebook. Effettivamente la serata ha offerto un esito non scontato: la concorrenza di altre iniziative musicali (cittadine in S. Francesco e in via dell’Angelo Custode, ma soprattutto l’evento nazionale di Vasco Rossi in diretta nei Cinema e in TV) lasciava presagire una presenza di aficionados. Viceversa fin da subito si sono visti affluire turisti stranieri, famiglie, giovani e persone di tutte le età che hanno assalito le sedie già dispiegate, hanno occupato tutte le altre aggiunte alla bisogna, fino a disporsi numerosi all’ascolto in piedi. Presente in prima fila il Sindaco Tambellini col presidente dell’Opera delle Mura Biancalana, co-organizzatore della serata con Animando e il Circolo del Jazz di Lucca.  Proprio con l’Opera delle Mura è stato convenuto l’utilizzo del sotterraneo dell’Orto Botanico, quello che conduce alle due cannoniere: una vera e propria sala d’ascolto, in cui il duo di vibrafono e contrabbasso, senza l’intrusione di amplificazione, ha potuto restituire acusticamente alla perfezione il suono naturale degli strumenti. L’evento culturale nascondeva anche uno scopo benefico: aiutare Valentina Ciardelli a partecipare alla competition finale dei venti migliori contrabbassisti del mondo selezionati dalla Bradetich Foundation nel Texas (USA), che si svolgerà il prossimo settembre. L’offerta era libera ed è stata generosa.

    Il programma comprendeva in gran parte brani di Frank Zappa, ormai considerato dalla critica unanime come un genio non solo del jazz, ma della musica contemporanea; ma prevedeva anche noti pezzi di J S: Bach, considerato da Zappa un suo maestro e perfino una sonata di un autore lombardo del Settecento, Francesco Zappa, praticamente omonimo, scoperto e recuperato dal musicista americano.

    L’incanto del vibrafono (suonato magistralmente dal giovanissimo singaporese Benjamin Boo sullo strumento già posseduto dal nostro illustre concittadino Antonello Vannucchi, messo a disposizione dal Circolo del Jazz di Lucca) e del contrabbasso eccellente e versatile di Valentina hanno magnetizzato la platea attenta e partecipe, che ha risposto con lunghi applausi, fino a strappare il bis di un omaggio a Giacomo Puccini (dalla Messa di Gloria). Il sindaco – inatteso special guest – ha avuto sincere parole di elogio per i musicisti, sorpresi ed entusiasti  per la sua presenza, e ha dato riconoscimento agli organizzatori per la splendida e intelligente location.

    Un viaggio inaspettato … da Bach a Zappa: anteprima lucchese per lo ZAPPANALE di Amburgo

    Animando – Circolo del Jazz Lucca – Opera delle Mura

    presentano

    The Untouchables

    Contrabbasso: Valentina Ciardelli  – Vibrafono: Benjamin Boo

    Un viaggio inaspettato … da Bach a Zappa

    Lucca, Orto Botanico, sotterranei delle Mura

    Sabato 1 luglio 2017, ore 21.15

    Il repertorio della serata è composto da un mix di brani tratti dalle composizioni di Frank Zappa e Johan Sebastian Bach. Verrà eseguito in anteprima a Lucca ed è stato ideato appositamente per il favoloso festival internazionale ZAPPANALE di Amburgo (Germania), che ogni anno omaggia la musica del geniale Frank Zappa. L’accostamento ad un apparentemente lontano Johan Sebastian Bach è naturalmente scaturito dal grande amore e rispetto che il compositore americano nutriva per il genio tedesco. La musica di Frank Zappa è diretta discendente del contrappunto e della disciplina armonica bachiana, a cui aggiunge tocchi stravinskiani e moltissime influenze della musica moderna americana e non.

    Ingresso ad offerta libera.

    Borsa di Studio “Animando”

    ATTENZIONE: Estensione ai diplomati nell’Anno Accademico 2012-2013; Scadenza prorogata al 30 Luglio; Scarica il nuovo bando!

    L’Associazione Animando – Centro di promozione musicale, assegna una borsa di studio annuale dell’importo di € 1.200 (milleduecento) riservata a un allievo dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Luigi Boccherini” di Lucca diplomato di Triennio di I livello, di Biennio di II livello o di vecchio ordinamento, negli anni accademici 2013-2014, 2014-2015 e 2015-2016, distintosi per carriera accademica nonché per riconoscimenti extra curriculari.

    Il bando per l’assegnazione della borsa di studio ed il modulo di richiesta possono essere scaricati dal sito di Animando oppure dal sito dell’Istituto Boccherini.

    Musica Ritrovata dopo un oblio secolare, ven. 19 maggio ore 21.15 – Lucca

    Valentina Ciardelli è una giovane musicista pietrasantina, diplomata al nostro IM Boccherini in contrabbasso cum laude (sotto la guida del grande M° Gabriele Ragghianti). Si è perfezionata, sempre con lode, al Royal College of Music di Londra, dove ancor oggi continua a perfezionarsi al Trinity Laban. Partecipa con passione ai concorsi internazionali per il suo strumento, sempre con ottimi esiti: basti dire che è stata selezionata con venti colleghi dalla prestigiosa Bradetich Foundation International Doublebass Competition, per l’edizione del prossimo settembre negli USA. Col suo forte dinamismo (che le consente escursioni nel jazz con F. Zappa), Valentina si è candidata anche alla Borsa di studio promossa nel 2016 da Animando (in collaborazione con l’IM Boccherini e il Centro Studi omonimo) per valorizzare la tradizione musicale lucchese, estraendo dai ricchi archivi della scuola autori e opere degne di recupero. Ha presentato un progetto ed ha vinto: ha realizzato la sua ricerca e ha proposto brani settecenteschi di Giacomo Puccini senior – capostipite della dinastia -, del figlio Antonio e del nipote Domenico: sei “Lamentazioni”, che venerdì 19 maggio, alle ore 21.15, saranno liberate dall’oblio secolare nell’auditorium dell’ISSM Boccherini, in v. del Suffragio. Sono composizioni basate sui testi biblici del profeta Geremia, utilizzati per i canti liturgici che venivano intonati nei giorni cruciali della Settimana Santa.

    Animando – d’accordo coi partner della Rassegna Il Settecento musicale a Lucca -, ha deciso l’esecuzione degli spartiti recuperati, chiamando a dirigere il M° Bruno Nicoli, illustre allievo lucchese boccheriniano, attualmente Direttore dei Complessi Musicali di palcoscenico al Teatro della Scala, con tre giovani ma già affermate voci soliste (il soprano Federica Grumiro, il mezzosoprano Marzia Castellini, il baritono Jacob Bettinelli) e con un Ensemble di 13 elementi (archi, fiati e basso continuo) composto da giovani musicisti per lo più lucchesi.

    Uno sforzo produttivo notevole, sostenuto grazie agli sponsor e al contributo della FCRL; uno sforzo che interpella la comunità culturale lucchese: perché non costruire un progetto comune sulla Musica Ritrovata, a cui è intitolata la serata ?

    Valentina Ciardelli riporta alla luce composizioni dei primi Puccini, ven. 19 maggio ’17, a Lucca

    La borsa di studio indetta per il 2017 da Animando, in collaborazione con l’Istituto Musicale Boccherini, mi ha permesso di riportare alla luce alcune Lamentazioni composte nel corso del Settecento fino a inizio Ottocento da tre generazioni di musicisti della famiglia Puccini (Giacomo senior, Antonio e Domenico). I manoscritti su cui ho lavorato fanno parte del Fondo Puccini custodito nella biblioteca dell’Istituto.

    Si tratta di testi che confermano l’eccellenza della tradizione musicale lucchese per quanto riguarda sia la tecnica vocale, sia quella strumentale. I rigorosi passi di contrappunto, la misurata alternanza di recitativi secchi e di sezioni cantabili, fanno comprendere quanto la famiglia Puccini sia stata custode della migliore tradizione contrappuntistica e al tempo stesso sia stata capace di cogliere le innovazioni che giungevano dall’opera e dalla musica strumentale dell’epoca, segnatamente dalla scuola bolognese, dove i musicisti della famiglia ebbero la loro formazione. 

    Al di là del valore diseguale delle singole Lamentazioni (quelle di Giacomo senior e di Domenico Puccini si distinguono per l’accuratezza armonica e d’orchestrazione), l’aspetto più interessante del mio lavoro è consistito nell’opportunità di evidenziare la continuità dell’esperienza e della ricerca musicale all’interno di questa importante famiglia, di cui il grande pubblico conosce solo l’ultimo erede, il grande Giacomo Puccini.

                                                                                                                       Valentina Scheldhofen Ciardelli

     

    Alcune Lamentazioni per la Settimana Santa saranno presentate in prima esecuzione moderna venerdì 19 maggio 2017, alle ore 21.15, all’Auditorium dell’Istituto Musicale L. Boccherini da un ensemble strumentale di violini, viole, violoncello, contrabbasso, basso continuo, flauto ed oboe , diretto dal M° Bruno Nicoli, con le voci di Federica Grumiro/soprano, Marzia Castellini/mezzosoprano, Jacob Bettinelli/baritono.

    Venerdì Santo: lo Stabat Mater di Pergolesi in S. Michele/Lucca. Un successo memorabile

    L’appuntamento era per le 17, ma fin da prima, mentre il M° Pieruccini metteva mano agli ultimi ritocchi direzionali con i musicisti, una folla incontenibile di turisti, in silenzio, aveva conquistato i posti a sedere e partecipava alle prove, concluse le quali i posti erano quasi esauriti. A quel punto sapraggiungevano a frotte e con buon anticipo, altre persone – lucchesi e non – e giocoforza ogni angolo della grande chiesa si riempiva di gente in piedi. Alle 17 la Chiesa era stracolma e un anziano lucchese sosteneva di non aver mai visto S. Michele così piena. Perfino assessori e sindaco, arrivati in lieve ritardo, hanno dovuto starsene in piedi. E’ stato distribuito il programma di sala – che comprendeva il testo dello Stabat Mater anche nella traduzione inglese, per gli ospiti stranieri – esaurito in pochi minuti.

    Alle 17.05, don Lucio Malanca, parroco del Centro Storico, con brevi e limpide parole pronunciate al microfono ha chiarito il senso culturale e spirituale dell’evento musicale e ha ceduto il passo alla musica di Pergolesi, alla magnifica voce di Alida Berti, al virtuosismo vocale di Alessandro Carmignani, al coro femminile, agli archi impeccabili di Nuove Assonanze (Alan Freiles, direttore, per l’occasione era al violino), alla direzione ispirata e struggente del M° Silvano Pieruccini, che ha voluto sperimentare la versione per soli e coro.

    Una esecuzione magnifica, accolta nel silenzio più denso, coronata alla fine da un applauso interminabile, che ha costretto il Maestro ad un bis.

    Il successo fornisce ad Animando una preziosa indicazione di lavoro per le sue attività future. Di seguito un momento emozionante dell’esecuzione:

    Lucca, Venerdì Santo, Chiesa di S. Michele in Foro, ore 17.00 – Stabat Mater di GB Pergolesi

    Anche quest’anno Animando ha offerto la sua partecipazione collaborativa alla liturgia del Venerdì Santo – in accordo con la Cattedrale e la Parrocchia del Centro Storico – proponendo per la comunità lucchese e per i suoi ospiti lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi (qui ritratto), un’opera di altissimo valore artistico e spirituale, adatta a favorire la riflessione individuale e comunitaria in una ricorrenza importante per la storia della nostra civiltà.

    Lo Stabat Mater è una sequenza il cui testo è attribuito al poeta duecentesco Jacopone da Todi: testo di grande suggestione, in cui l’immagine straziante del Crocifisso è contemplata con gli occhi della Madre, piegata ai piedi della croce.  Per il suo impatto emotivo, per la sua lingua scabra e forte, per la sua stessa struttura drammatica, teatrale, il testo ha ispirato nei secoli un enorme numero di musicisti, da Palestrina a Scarlatti, da Traetta a Boccherini, da Haydn a Rossini, da Verdi a Poulenc.

    Forse però la versione dello Stabat Mater che ha goduto di maggior fortuna è proprio quella di G. B. Pergolesi (1710-1736), grande musicista marchigiano cresciuto nella Scuola napoletana, che, pur nella sua brevissima esistenza (è morto a 26 anni per tubercolosi), fu capace di lasciarci un gran numero di composizioni indimenticabili, tra cui spiccano soprattutto le sue opere teatrali (una per tutte: l’intermezzo La serva padrona, 1733). Anche a Lucca, come afferma lo studioso Fabrizio Guidotti, nel corso del Settecento quella composizione di Pergolesi era “frequentatissima” e “alternata a quella non altrettanto celebre di Tommaso Traetta”: ricordiamo che quest’ultima fu eseguita da Animando nel 2016 per la stessa ricorrenza in S. Frediano. I due autori, dunque, si contendevano negli anni il primato delle repliche e del successo cittadino.

    Pergolesi, col suo Stabat Mater, mette a frutto la sua grande esperienza del teatro musicale, traducendo con immediatezza i sentimenti della Vergine in musica e canto, talora con una corrispondenza quasi fisica tra testo e musica (si pensi al momento in cui la musica si fa interrotta e spezzata alludendo agli ultimi, faticosi respiri del Cristo in croce). Tuttavia il compositore sa evitare ogni forzatura esteriore e retorica e pervenire ad una spiritualità profonda, genuina e commovente.

    La composizione dello Stabat Mater era stata commissionata a Pergolesi nel 1735 (a pochi mesi dalla morte), dalla Confraternita napoletana dei Cavalieri della Vergine dei Dolori. Essa doveva sostituire, nella liturgia della Settimana santa, la precedente versione di Alessandro Scarlatti, commissionata dalla medesima confraternita vent’anni prima.

    La prima parte del testo che inizia con le parole Stabat Mater dolorósa è una meditazione sulle sofferenze di Maria durante la Passione e la Crocifissione e di Cristo. La seconda parte, che inizia con le parole Eia, mater, fons amóris è invece una invocazione in cui chi prega, contemplando la Madre piangente, chiede proprio a Maria di farlo partecipe del dolore provato da lei stessa e dal Figlio. Soltanto attraverso questa partecipazione il cuore potrà ardere nell’amore.

    Il testo di Jacopone, che conta venti strofe, è diviso da Pergolesi in dodici sezioni, costituite ora di arie soliste ora di duetti. La versione originale dell’opera prevede due voci femminili soliste, su una strumentazione per archi e basso continuo. Ma non sono mancati, nel corso dei secoli, esempi di rielaborazione da parte di vari musicisti. Lo stesso Bach utilizzò con piccole modifiche di strumentazione, in una sua cantata, la musica dello Stabat Mater di Pergolesi adattandola al testo del Salmo 51. La versione che verrà proposta nel Venerdì Santo, fedele per il resto al testo originale, prevede l’inserimento di parti per coro femminile, secondo la versione di Breitkopf & Hartel – rev. Helmut Hucke. In tal modo si ottiene l’effetto di una dilatazione alla comunità dei fedeli sia del sentimento del dolore e dello strazio, sia della speranza che risuona nella preghiera finale. In altri termini si promuove un clima di attenzione, tale da favorire la preghiera e nello stesso tempo la partecipazione dell’assemblea.

    Gli interpreti

    Animando, col suo direttore artistico M° Silvano Pieruccini,  ha curato con particolare attenzione il cast di interpreti, scegliendo voci affermate nel panorama del bel canto italiano.

    ALIDA BERTI, soprano, vanta una intensa attività artistica, che l’ha portata ad esibirsi in teatri prestigiosi, sia italiani che stranieri, dal Carlo Felice di Genova al Teatro Verdi di Trieste, dall’Arena di Verona al Teatro Seijong di Seul.  Più volte ha calcato le scene del Festival Pucciniano di Torre del Lago, cantando sia in Bohème che in Turandot.  Ha nel proprio repertorio i ruoli più significativi della tradizione operistica da Violetta a Lucia di Lammermoor, da Micaela a Liù. In questi e altri ruoli si è esibita sotto la direzione di maestri di grande nome, tra cui  Daniel Oren e Gialuigi Gelmetti.  Al repertorio lirico aggiunge una significativa esperienza anche nella musica sacra: è stata applaudita interprete, tra l’altro, dello Stabat Mater di Boccherini e del Requiem di Mozart.

     

     

     

    ALESSANDRO CARMIGNANI, controtenore. Diplomato  in  canto  al  Conservatorio “Cherubini” di Firenze, ha affiancato all’emissione tenorile quella da controtenore; dopo gli studi tradizionali si è perfezionato nella pratica della musica antica. Ha debuttato nel 1991 al Teatro “Verdi” di Pisa, nel “Rinaldo” di G. F. Hӓndel sotto la direzione di Piero Bellugi e nel famoso allestimento di Pier Luigi Pizzi. In seguito si è esibito nei più prestigiosi teatri e sale da concerto di tutto il mondo, e vanta numerose incisioni per varie case discografiche in Italia e all’estero.

     

    Alle voci soliste si affianca un coro di voci femminili (soprani e contralti, alcuni provenienti dalla Scuola di canto di Graziano Polidori) selezionate dal M° SILVANO PIERUCCINI, il quale, forte degli studi realizzati presso il Pontificio Istituto Superiore di Musica Sacra di Roma e della sua lunga esperienza di compositore e di direzione corale, dirigerà l’intera esecuzione, con la partecipazione  degli archi dell’Ensemble “Nuove Assonanze”, primo violino Alan Freiles, un gruppo di musicisti che Animando si onora di aver fatto conoscere a Lucca.

    Al termine dell’evento musicale, i riti del Venerdì Santo riprenderanno, con la tradizionale processione della Via Crucis nelle strade cittadine, per concludersi – intorno alle 21.30 – nella Basilica di S. Frediano, dove l’ultima fase della liturgia sarà accompagnata dagli stessi musicisti con l’aggiunta di un coro a quattro voci, che intoneranno una corale di Bach (dalla Passione secondo Matteo) e brani di Pergolesi.

    Animando premia giovani musicisti nel nome di Adolfo Betti

     

    Adolfo Betti (1875-1950) all’età di 43 anni.

     Animando ha concordato con gli organizzatori del Festival Virtuoso & Belcanto 2017 (Lucca, 24 luglio/5 agosto 2017), l’istituzione di un premio dedicato all’illustre musicista lucchese Adolfo Betti e rivolto a valorizzare la musica di insieme di giovani musicisti.

    Il 4 Agosto a Lucca si terrà il concorso di Musica da camera riservato agli allievi del Festival, un’occasione unica per giovani musicisti internazionali emergenti, che verranno valutati e premiati da una giuria d’eccellenza, e per il pubblico, che avrà l’opportunità di assistere a grandi performance di respiro mondiale. Il concorso terminerà con l’assegnazione del premio Adolfo Betti , di 3.000 Euro, riservato a quartetti d’archi – formati da primo violino, secondo violino, viola e violoncello, senza alcun limite legato alla nazionalità – e  di età complessiva non superiore ai 120 anni.

    Animando continua il suo percorso nella valorizzazione del patrimonio musicale lucchese, rinnovando la propria tradizione alla ricerca di legami internazionali che promuovano la cultura locale. Il Festival sarà un’ottima occasione per Lucca, per far conoscere la propria terra e la sua ricchezza musicale, anche quella meno conosciuta. Infatti, oltre ai grandi nomi – Puccini, Boccherini, Geminiani – dal territorio lucchese emersero altri importanti figure, come quella del violinista e quartettista Adolfo Betti. Questi ha superato tutti i suoi contemporanei per la purezza del suono, per la sicurezza tecnica e per sua la capacità di cogliere l’intenzione dell’artista, e sono state queste sue straordinarie abilità che lo hanno portato prima a insegnare e, in un secondo momento, a esibirsi in tutta Europa e in America. Nel 1903 ha fondato il famoso quartetto di enorme successo “Flonzaley“, riconosciuto come il miglior complesso da camera degli Stati Uniti e uno dei migliori al mondo, attraverso il quale il musicista ha realizzato lunghe tournée, viaggiando per tutta l’Europa e l’America.

     Flonzaley String Quartet – Haydn “Lark” 1st movement

    Grande successo della serata Paganini col magico violino di Bologni

    Folla all’aperto, prima dell’apertura del portone e afflusso continuo, fino a riempire l’accogliente Auditorium dell’IM Boccherini. La convocazione era per le 21, ma lo stillicidio degli ingressi ha indotto gli organizzatori ad avviare il concerto con un po’ di ritardo, insufficiente comunque per altri sopravvenuti. Presenza di autorità (il Sindaco Alessandro Tambellini, il direttore dell’ IM Boccherini, Fabrizio Papi e del direttore artistico dell’AML, Simone Soldati), di giovani e di stranieri, oltre che dei soci di Animando e di molti cittadini amanti della musica.

    E’ stata annunciata una inversione del programma (inizio con Tartini, anziché con Paganini), rivelatasi inopportuna perché non compresa da tutti, in specie dagli stranieri, disorientati rispetto alle informazioni del programma di sala.

    Questi lievi inconvenienti sono stati ben presto sciolti dalla musica sublime della Sonata “Il trillo del diavolo di Giuseppe Tartini, nella revisione moderna per orchestra e pianoforte (di R. Zandonai), dove  il magico violino di Alberto Bologni ha affascinato prima con la dolce melodia del larghetto (quella ispirata dal Diavolo, come racconta lo stesso autore) e poi con le variazioni successive, dove l’abilità tecnica del violinista è messa a dura prova, la stessa a cui Paganini si applicava con meraviglia di tutti.

    Il clou della serata era il Concerto paganiniano n 1 per violino e orchestra, col suo lungo primo movimento che lascia al violino l’intreccio fra i due temi molto accattivanti e “popolari” (nel senso migliore del termine), l’uno ritmico e marziale, l’altro lirico e sentimentale: qui Bologni ha potuto spaziare col suo violino fra le più acrobatiche soluzioni virtuosistiche e le sottili dolci melodie tratte dalle corde tese, fino al terzo movimento, dove il carattere stregonesco e diabolico dell’ arte di Paganini è emerso con gli effetti più mirabolanti, ben sostenuti da Bologni, adeguatamente supportato dalla grande orchestra diretta da Gianpaolo Mazzoli.

    Prolungati applausi e due bis, il primo un omaggio a Boccherini (il suo Minuetto trascritto per violino solo). Il pubblico – anche chi era entrato incerto per la scelta – è uscito soddisfatto e incantato per la bella musica: una serata che resterà memorabile.

    Paganini a Lucca, dove il suo violino divenne magico

    Fra gli eventi della Rassegna Il Settecento musicale a Lucca Animando dedica venerdì 3 marzo una intera serata a Paganini, non solo per la fama consolidata della sua musica, ma anche per lo stretto rapporto che egli, genovese, ebbe con la città di Lucca, dove soggiornò dal 1805 al 1810, manifestando e consolidando qui il suo genio musicale.

    Paganini era approdato per la prima volta in città a 19 anni, nel 1801, quando già godeva di una buona fama di violinista, anche se territorialmente circoscritta. Era stato invitato a tenere un concerto proprio per la festa di Santa Croce, la sera del 13 settembre. Trovò un pubblico numeroso che a maggioranza apprezzò entusiasticamente l’esibizione. Non mancarono tuttavia i benpensanti che si scandalizzarono per certe audacie, tipo l’imitazione con il violino di altri strumenti o di versi di animali.

    L’esibizione comunque rimase nella memoria dei lucchesi, tanto che, agli inizi del 1805, Paganini fu richiamato in città per ricoprire l’incarico di primo violino della Cappella nazionale della Repubblica. Quando poi Napoleone, nello stesso anno, assegnò alla sorella Elisa e al marito Baciocchi il principato di Lucca, il musicista passò all’orchestra di corte della principessa con l’incarico di virtuoso da camera e di direttore dell’orchestra.

    A dispetto dei limiti oggettivi del suo governo, Elisa era pur sempre una Bonaparte, erede d’una buona dose di megalomania familiare, il che alimentava il suo desiderio di fare della piccola corte di Lucca una corte brillante e à la page. In questo disegno rientrava, tra l’altro, l’organizzazione di feste scenografiche in cui la musica aveva un posto rilevante e a cui Paganini ebbe dunque modo di dare un bel contributo.

    Paganini divenne ben presto protagonista della vita musicale e mondana della città, un idolo simile alle rockstar contemporanee. Sappiamo che la fascinazione operata da lui, in particolare sulle donne, nasceva da molte componenti (la sua personalità, il suo stesso aspetto fisico), ma certamente l’elemento più significativo era la straordinaria abilità tecnica, che dovette apparire come qualcosa di sovrumano, di stregonesco. Altro elemento di fascinazione era la facilità compositiva del musicista, il quale racconta nelle sue memorie di aver composto in un paio d’ore un concerto con accompagnamento orchestrale, in cui la parte solistica veniva affidata alla improvvisazione.

    E proprio l’arte eccelsa dell’improvvisazione è un altro elemento fondante del genio paganiniano, anzi, forse il più rilevante e originale. Proprio il carattere improvvisato delle sue esibizioni spiega, tra l’altro, il ristretto numero di composizioni che furono pubblicate durante la vita dell’autore.

    Non possiamo tacere, infine, sulle voci d’una relazione tra il musicista e la stessa Elisa Baciocchi. Certamente se ne parlò allora nei pettegolezzi di palazzo, e le voci continuarono – forse alimentate dal musicista stesso – negli anni successivi. Arrivarono almeno fino al 1925, anno in cui un musicista famoso come Franz Léhar dedicò al romanzetto rosa di Paganini e Elisa una delle sue operette di maggior successo (Paganini, appunto, ambientata a Lucca). Su quel romanzetto, in realtà, non c’è nulla di sicuro. E’ invece certo che il giovane musicista aveva già avuto modo di sperimentare l’effetto che faceva sul gentil sesso: il suo aspetto alto, esangue ed emaciato, il volto irregolare ma dallo sguardo magnetico, il diabolico genio virtuosistico, tutto concorreva a farne un’incarnazione dell’artista romantico e seduttore.

    La rottura con Lucca arriva nel 1810. Probabilmente il rapporto con la principessa rischiava di diventare insostenibile. Probabilmente ci saranno stati per Paganini altri motivi di scontento. Certamente un motivo d’insoddisfazione fu, durante tutto il suo soggiorno lucchese, lo stipendio troppo modesto. Uno stipendio che non raggiunse mai livelli soddisfacenti per il musicista, malgrado l’accumulo di cariche. Fatto sta che Paganini lasciò Lucca e non vi tornò più, malgrado i numerosi inviti.

    D’altronde, la fama ormai consolidata durante il soggiorno lucchese gli garantiva un’accoglienza calorosa in ogni piazza possibile. Così negli anni successivi egli percorse più volte l’intera penisola e poi l’Europa, seminando successi e chiacchiere, scandalo ed entusiasmo, e suscitando leggende.

    Il Virtuosismo Strumentale: i grandi del Settecento con Freiles e Nuove Assonanze

    Dopo il caloroso successo della serata inaugurale con l’Orchestra Arché Barocca, Animando ha dispiegato il suo programma proponendo venerdì 24 febbraio, sempre all’Auditorium Boccherini, un altro appuntamento con la musica strumentale barocca, lucchese e non. L’ensemble stavolta è stato quello di Nuove Assonanze, apprezzato protagonista nelle passate edizioni, guidato con eleganza dal M° Alan Freiles. Il repertorio ha spaziato da Tartini e Vivaldi, esponenti massimi del Barocco veneto, a Gluck, grande autore tedesco, ai quali si è accompagnato in comparazione il nostro Luigi Boccherini, anche per celebrarne l’anniversario della nascita. Il titolo della serata, il Virtuosismo strumentale, ha richiamato il protagonismo assunto da singoli strumenti – come il violino, ma anche il flauto o l’oboe e il violoncello – a seguito della evoluzione del Concerto grosso, che privilegiava in origine il dialogo fra gruppi di strumenti. Nacquero allora i “virtuosi” della voce e dello strumento, veri e propri divi richiestissimi nelle corti europee. Abbiamo ascoltato virtuosi del violino, del violoncello e del flautino in opere di grandi strumentisti come Tartini e Vivaldi (violinisti), Boccherini (violoncellista), Gluck. Ancora una serata di vario bouquet barocco, che ha allietato l’anima e distesa la mente. Nuovamente grazie al contributo della Fondazione CRL.

    Una recente intervista al M° Alan Freiles è disponibile sul sito di Lucca Musica.

    Foto/Ritratto di Boccherini ad opera di Pompeo Batoni, 1764/7

    Il Programma della serata  (Auditorium Istituto Musicale “L. Boccherini”, Venerdì 24/2/2017, ore 21)

    Il Virtuosismo Strumentale
    Giuseppe Tartini (1692 – 1770) – Concerto in La maggiore per violino D96Solista Massimo Nesi
    Antonio Vivaldi (1678 – 1741) – Concerto per flautino in do maggiore RV443Solista Matteo Romoli

    Antonio Vivaldi (1678 – 1741) – Concerto per 4 violini in Si minore per 4 violini e violoncello obbligati Op 3 n.10.
    Luigi Boccherini (1743 – 1805) – Sinfonia G490
    Christoph Willibald GluckDanza degli spiriti beati e melodia, da “Orfeo e Euridice” per flauto e archiSolista Matteo Romoli

    Ensemble “Nuove Assonanze” – Direttore Alan Freiles

    Pubblico folto e caloroso per le musiche barocche d’amore e di follia

    In una serata che vedeva lo svolgersi contemporaneo di eventi musicali plurimi (tutto esaurito al Giglio con Marcoré/De André; concerto a Villa Bottini; altro in S. Micheletto), un pubblico numeroso ha affollato sabato 18 u. sc. l’Auditorium Boccherini, con volti nuovi, molti non-lucchesi, attratti dal programma della Rassegna che era propagandato anche negli stand di Collezionando (Lucca Comics&games) e nella Festa dell’Olio Extravergine, eventi in svolgimento nello stesso fine settimana: così accade a Lucca, che in molte occasioni mostra una vivacità non comune e smentisce la vulgata  di essere “la bella addormentata nel bosco”. La serata prevedeva un programma vario, proponendo in comparazione il barocco musicale europeo (Telemann), il barocco veneto (Albinoni) e quello lucchese (Barsanti e Geminiani). L’Orchestra Arché, un ensemble di 8/9 strumentisti molto bravi e auto-diretti, molto pignoli nella definizione dell’accordatura, ha eseguito con grande colore e maestria il Burlesque di Don Chisciotte, una suite “descrittiva” di caratteri e situazioni che vanno dal risveglio dell’eroe all’assalto ai mulini (vivacissimo), all’amore, al galoppo dei due cavalli (di Don Chisciotte e di Ronzinante), fino a chiudersi nel dolce prender sonno: opera ed esecuzione molto applaudita e recuperata anche nel bis finale.

    Nella seconda parte una Ouverture di Francesco Barsanti – autore lucchese che Animando sta riproponendo di anno in anno con convinzione – ha di nuovo rivelato una partitura elegante, pregevole per una contrappuntistica molto elaborata. Ne è seguita l’eleganza e la raffinatezza del barocco veneto, rappresentata  da un concerto per Oboe dolcissimo, fondato su un impianto melodico accattivante, che nell’adagio centrale raggiunge vette altissime, fortemente sostenute dal solista Nicola Bimbi.

    A conclusione La Follia del lucchese Geminiani, compagno di emigrazione di Barsanti in Inghilterra: l’opera forse più famosa e apprezzata dell’autore, un tributo al maestro Corelli, la cui opera omonima viene riscritta da Geminiani in forma di “Concerto Grosso”, con una eleganza sublime.

    Addirittura tre i bis, dopo lunghi applausi.  Rosanna Pezzopane ha realizzato anche una sintesi video completa del concerto.

    Prossimo appuntamento della Rassegna: Venerdì 24 febbraio con l’Orchestra Nuove Assonanze diretta da Alan Freiles e Tartini, Vivaldi, Boccherini e Gluck.

    Cinque concerti, un bouquet barocco di tanti autori, lucchesi e non, orchestre e solisti eccellenti, … e sorpresa finale

     

    Una comunità che promuove bella musica è attrattiva anche per chi viene da fuori, a visitare o a fare affari. E’ per questo che la Rassegna “Il Settecento musicale a Lucca” – singolare “festival” toscano sul Barocco musicale – sta imponendosi come un grande evento cittadino: più di 30 concerti fra febbraio e giugno, coordinati fra soggetti diversi, affermati per fare musica in una città che vanta una tradizione secolare unica.

    Animando parte coi suoi concerti – quasi tutti all’Auditorium Boccherini, ore 21.00 – il 18 febbraio, con un bouquet barocco – il titolo è Musica d’amore e di follia  – che celebra il tedesco Telemann (nel 250° dalla morte) e il veneto T. Albinoni (con un “Adagio” sublime), accanto ai lucchesi F. Barsanti e F. Geminiani (la sua bellissima “Follia”), eseguiti da una orchestra di giovani toscani, Arché Barocca, specializzati proprio nella musica di quel tempo.

    Seguiranno nelle due settimane successive (ven. 24 febbraio e ven. 4 marzo) due concerti incentrati su orchestra e virtuosismo violinistico: il primo sarà imperniato sull’Ensemble Nuove Assonanze diretto da Alan Freiles e proporrà i grandi Tartini, Vivaldi e Gluck, eseguiti accanto al nostro Boccherini; il secondo invece esalterà Paganini che alla corte di Elisa, Principessa di Lucca, visse per cinque anni, dal 1804 al 1809, lasciando un ricordo indelebile. A lui, continuatore della grande scuola violinistica italiana di Pugnani e Viotti (musicisti riproposti da Animando nelle edizioni precedenti), è dedicata l’intera serata, che vede protagonista come violino solista Alberto Bologni, concertista e docente dell’ISSM Boccherini, accompagnato dall’orchestra omonima diretta da Gian Paolo Mazzoli.

    Il Venerdì Santo, 14 aprile alle ore 17.00, Animando, in collaborazione con la Cattedrale e la Parrocchia del Centro storico, proporrà l’esecuzione dello Stabat Mater di GB Pergolesi, un’opera eccelsa, con la voce incantevole di Alida Berti, soprano di ormai grande successo e del controtenore Alessandro Carmignani, accompagnati dall’Ensemble Nuove Assonanze, stavolta diretto da Silvano Pieruccini, che curerà anche l’animazione musicale nella fase finale della liturgia del Venerdì santo, in S. Frediano. Lo Stabat Mater è stato pensato e viene proposto come momento di riflessione culturale nella liturgia del Venerdì Santo.

    Infine la sorpresa finale, il 19 maggio: un concerto di “Musica ritrovata”, scovata nei ricchi Archivi storici dell’IM Boccherini, dai quali una borsista (Valentina Ciardelli, contrabbasso), avvalendosi di una borsa di studio bandita da Animando in collaborazione con l’Istituto Musicale Boccherini ed il Centro Studi Boccherini, sta traendo partiture degne di essere riproposte ai nostri giorni, che saranno eseguite nel segno della più alta qualità possibile.

    Animando, come si vede, propone musica con orchestre e solisti di valore, puntando alla qualità a costi accessibili, cofinanziati dalla Fondazione Carilucca e da altri sponsor, oltre che dal volontariato dei suoi militanti. Questo consente ancora di mantenere l’ingresso libero, ma il nostro pubblico di amanti della musica sa bene che il suo contributo (individuale o associativo) è indispensabile!

    27 gennaio 2017. Mozart, Verdi, Puccini e altro, eseguiti da giovani musicisti, per giovani e non

    Alcuni momenti del  concerto. Riprese e montaggio a cura di Rosanna Pezzopane.

    E dallo stesso concerto una selezione di immagini:

    Animando ha presentato il 27 gennaio a  Lucca (sala dell’Affresco – complesso di S. Micheletto) un originale trio londineseThe girls in the magnesium dress (un duo femminile con nome di ascendenza “zappiana“) affiancato dal baritono Jacob Bettinelli. I tre giovani musicisti si sono esibiti per la prima volta in Italia in una performance che affronta la grande musica operistica del Sette/Ottocento con strumenti inusuali: contrabbasso, arpa e voce. Il frizzante ensemble, nato nel Royal College of Music di Londra, comprende Valentina Scheldhofen Ciardelli, contrabbasso, giovane lucchese diplomata al nostro ISSM Boccherini, già affermata in concorsi internazionali, vincitrice anche della borsa di studio istituita da Animando per il recupero e l’esecuzione di spartiti settecenteschi meritevoli; all’arpa, poi, troviamo Anna Quiroga, spagnola, con un curriculum di eccellenza per premi ed esibizioni. E infine Iacob Bettinelli, di origini orientali a dispetto del cognome, baritono premiato come Young artist 2016. Il trio si è esibito in un repertorio classico, che spazia fra Mozart e Leoncavallo, Verdi e Puccini (con una attenzione particolare) e altri ancora: nel rispetto delle partiture originali, ma con arrangiamenti personali, alla ricerca di nuove sonorità. Ha contributo la Fondazione CRL. Alcuni video e  foto dell’evento nella nostra pagine “Media”.