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Dai classici al musical

Alla nostra pagina Media alcune immagini dell’evento “Dai classici al musical” tenutosi lo scorso 1 settembre. La Francigena Chamber Orchestra con musiche di Vivaldi, Chaikovskij, Hoelst, de Sarasate, Bernstein, Piazzolla, Piovani, Abba, Elton John, Moricone, Monti

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I volti di De André

Una sintesi dell’evento sulla nostra pagina YouTube

Mossi dal ricordo di Fabrizio De André, scomparso venti anni fa, nel 1999, abbiamo contribuito a realizzare la rassegna “Amico fragile” – Lucca per Fabrizio de André (vent’anni dopo), organizzata dal Teatro del Giglio in collaborazione con alcune associazioni musicali. La rassegna comprende uno spettacolo di produzione Animando – I volti di De André – che si terrà giovedì 11 aprile alle 21 al Teatro S. Girolamo (Lucca). Il concerto lega i personaggi emblematici del grande cantautore in una carrellata variopinta di vicende umane che ricostruiscono il suo mondo poetico, fatto di una umanità marginale e sofferente, ma viva e generosa.

Animando ha affidato la direzione di questo evento alla concittadina Laura De Luca, corista e flautista delle diverse formazioni che hanno accompagnato De André  nei tour degli anni Novanta. Il gruppo musicale costituito per l’occasione è composto da Dario Vannini (docente di chitarra classica), autore degli arrangiamenti in stile classico e teatrale, Giacomo Martinelli (chitarra), Matteo Cammisa (percussioni) e la stessa Laura De Luca (flauto). Protagonista della serata è un artista già apprezzato a Lucca per aver interpretato de André nel concerto Faber per Tenco: Pantaleo Annese, attore, compositore, cantante duttile e provvisto di una capacità magnetica inusuale.

Il costo del biglietto di ingresso è di 12 euro, 10 per i soci (dietro presentazione di tessera nominativa di Animando). I biglietti sono venduti dalla biglietteria del Teatro: si può prenotare al 0583.465320 (in orario di apertura al pubblico, dal mercoledì al sabato h 10.30 /13 – 15/18), facendo poi il bonifico e presentandolo per il ritiro dei biglietti. Si potranno anche acquistare i  biglietti la sera stessa, arrivando in tempi opportuni.

L’arte del Quartetto al Palazzo Ducale con Archos Quartet


Nella pagina “Media” una sintesi fotografica dell’evento del 6/4/2019.

Una sintesi del concerto alla nostra pagina Youtube.

Ci voleva la sapienza comunicativa e la profonda cultura di Marco Mangani, musicologo, direttore del Centro Studi Luigi Boccherini, per tessere i legami fra lo stesso Boccherini, Haydn e Brahms (nell’ordine nelle immagini), gli autori che sono stati eseguiti, venerdì 6 aprile nella Sala Tobino in Palazzo ducale a Lucca con la Serata Quartetto. Nella conversazione del 2 aprile Mangani aveva ricostruito con piacevole narrazione la storia del quartetto, attribuendone la primogenitura ad Haydn in Vienna intorno alla metà del Settecento, ma mostrando che esperimenti di quella formazione – divenuta parte importante della storia della musica – erano già avvenuti anche altrove, con la diffusione della musica fuori delle corti principesche. Con l’affermazione delle nuova borghesia imprenditoriale nel corso del secolo, infatti, nascevano i saloni da musica nei quali si presentavano e si replicavano le musiche di successo, facilitate dalla diffusione delle piccole formazioni musicali e dalla nascita di una editoria musicale.

Boccherini, ad esempio, già nel primo periodo lucchese, ancor giovanissimo, si cimentò col quartetto, forma musicale della quale fino ai primi decenni dell’Ottocento divenne maestro riconosciuto in Europa, in primis a Parigi. Di Boccherini è stato eseguito il Quartetto per archi op.32 n. 5.

Al di là della paternità del genere, è certo che nella storia del Quartetto d’archi ha avuto un ruolo fondamentale la Scuola viennese, grazie all’opera di musicisti del calibro di Haydn, Mozart e Beethoven. Uno degli autori più prolifici e ricchi di inventiva in questo genere di composizione fu proprio l’austriaco Franz Joseph Haydn, che ne ha composti ben 83. Di Haydn abbiamo ascoltato il Quartetto in Re minore op.76 n.2, scritto nell’estate del 1797 e appartenente al gruppo dei quartetti della maturità. Il quartetto è detto “delle quinte”, dall’intervallo di quinta che caratterizza sistematicamente il materiale tematico impiegato. Anche questa composizione, come quella di Boccherini, è in quattro movimenti.

Al contrario dei due musicisti precedenti, la produzione quartettistica di Johannes Brahms fu limitatissima (solo tre quartetti in tutto il suo catalogo). I suoi primi due quartetti videro la luce, dopo una lunga fase di elaborazione e di ripensamenti, solo nel 1873. E’ come se, nell’ambito del quartetto, Brahms si sentisse troppo insicuro di fronte ai grandissimi del passato, il che spiega la lunga e meticolosa ponderazione con cui procede in questo genere musicale.

L’esecuzione dei brani era affidata alla perizia e alla passione dell’Archos Quartet, una formazione europea di grande valore, reduce da una vasta affermazione internazionale.

La primavera si apre con Rossini

Una sintesi del concerto ed un brano significativo sono disponibili alla nostra pagina YouTube.

La primavera, per Animando, inizia con una due giorni dedicata a Gioacchino Rossini nell’ambito della rassegna Il Settecento musicale a Lucca.

Giovedi (21 marzo) alle 17,30, nella sala convegni Vincenzo Da Massa Carrara di San Micheletto, in programma Gioacchino racconta Rossini: una conversazione con Daniele Carnini, direttore editoriale della Fondazione Rossini di Pesaro. E’ stato lui a introdurre una lettura ragionata della lettera autografa che accompagna lo studio del manoscritto delle Sei sonate a quattro, composte in soli tre giorni da un Rossini appena adolescente durante un soggiorno estivo vicino Ravenna.

Uno spartito per due violini, violoncello e contrabbasso che è stato eseguito venerdì (22 marzo) alle 21, nella sala Tobino di Palazzo Ducale, dal giovanissimo Quartetto Rossini [*]. Le sei composizioni rispecchiano lo schema tripartito delle sinfonie d’opera rossiniane, con due movimenti veloci e uno centrale lento. A differenza dei quartetti d’archi tradizionali, i due violini sono qui affiancati da violoncello e contrabbasso anziché da viola e violoncello. Il perché è lo stesso Rossini a spiegarlo: quando il suo mecenate Agostino Triossi gli chiese di comporre musica da camera, in villeggiatura con loro non c’era nessun violista. Si trattò quindi di adattarsi all’occasione e di solleticare, in un certo senso, la vanità del suo ospite contrabbassista: ingeneroso, Rossini definì poi le sei sonate “orrende”.

A riproporle venerdì 22 marzo us, nell’edizione critica curata dal filologo musicale Matteo Giuggioli, quattro musicisti under 30: Rebecca Raimondi (violino primo), Irene Fiorito (violino secondo), Giacomo Cardelli (violoncello) e Valentina Ciardelli (contrabbasso), quest’ultima ampiamente conosciuta e apprezzata dal pubblico di Animando. Il concerto, organizzato insieme all’associazione Musica con le ali di Milano e alla Fondazione Rossini, rafforza l’attenzione di Animando ai nuovi talenti.

[*] RETTIFICA – Nella mia qualità di Presidente della associazione Animando mi corre l’obbligo di una correzione relativa al concerto dedicato alle Sonate a quattro di Rossini, che si è tenuto con grande successo la sera del 22 marzo scorso. L’ensemble costituito per l’occasione, formato da quattro giovanissimi concertisti, si è presentato al pubblico assumendo il nome del musicista cui la serata era dedicata. Purtroppo ci rendiamo conto con rammarico che la denominazione svelta, Quartetto Rossini, può aver generato un equivoco spiacevole, dal momento che esiste già un Quartetto così denominato, formato da validissimi professionisti e attivo a livello nazionale e internazionale. Tale equivoco non era nelle nostre intenzioni e ce ne scusiamo pubblicamente con i membri del Quartetto Rossini e segnatamente con il maestro Gabriele Ragghianti che ci ha segnalato lo spiacevole incidente. F.to Paolo Citti

Parte il Settecento di Animando con un piccolo gioiello, “Oh Rameau”, da Diderot

Una sintesi dello spettacolo ed un momento significativo sono disponibili alla nostra pagina Youtube.

La presentazione degli eventi organizzati da Animando per la rassegna Il Settecento musicale a Lucca diviene l’occasione di mettere in scena una chicca inedita e preziosa, scritta dalla musicologa Elisabetta Torselli: un dialogo tra voce e pianoforte, ispirato a Il nipote di Rameau di Denis Diderot. La pièce avrà come protagonisti due fratelli, Ferdinando Passalia (voce) e Giovanni Passalia (pianoforte) e condurrà gli spettatori, talvolta con leggera ironia, al centro dei dibattiti parigini sulla musica.

Siamo nel Settecento, in pieno Illuminismo, e mentre gli enciclopedisti aprono al valore della musica italiana, vivace ed espressiva, i conservatori difendono il decoro della tradizione francese di cui Rameau (lo zio, naturalmente!) è esponente di punta. Una querelle che in Oh, Rameau! diventa un dialogo tra Rameau nipote – musicista fallito che vive di espedienti non sempre limpidi – e il filosofo Diderot, che si esprime attraverso brevi accenni del pianoforte, a simulare domande, risposte, indignazioni, perplessità, divertimento.

2019 – Il Settecento, Musica d’Estate, i venerdì al Caffè delle Mura

L’apparente letargo di questi mesi – dal 7 ottobre 2018, ultimo concerto per violino e orchestra – nascondeva in realtà un ribollente lavorio artistico e organizzativo, che ha prodotto una programmazione a dir poco ambiziosa per l’intero 2019. La anticipiamo per sommi capi.

In primis, abbiamo lavorato al calendario nella Rassegna “Il Settecento Musicale a Lucca”, postato fra gli eventi su questo sito, che comprende proposte di alto livello, con ben 8 concerti che spaziano da Rossini (col giovanissimo Quartetto Rossini, che interpreta le giovanili “Sei sonate a quattro”) a Boccherini, Haydn, Brahms (con l’Archos Quartet), a Vivaldi (il suo stupendo Stabat Mater per la Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo), per arrivare al concerto per violino e orchestra su musiche di Geminiani, Pugnani e Slavìk (con una violinista – Lucille Rose Mariotti – non ancora maggiorenne ma virtuosissima), passando da un Concerto (da Lucca all’Europa) che ripercorre i lasciti europei dei musicisti lucchesi emigrati – Boccherini, Barsanti, Geminiani, sotto la guida di un giovane maestro europeo Gianmaria Griglio. E poi la Musica Ritrovata di Animando: Geminiani “arrangiato” dal lucchese Adolfo Betti; Giuseppe M. Carretti il bolognese, maestro di Puccini Senior e Antonio Puccini; e anche, per finire, un Beethoven (Concerto n. 5 l’Imperatore ed Egmont), arrangiato per piccolo ensemble da I. Moscheles, musicista ottocentesco, in prima esecuzione moderna. Alcuni eventi sono preceduti da presentazioni qualificate (i musicologi Daniele Carnini, direttore editoriale della Fondazione Rossini di Pesaro e Marco Mangani, del Centro Studi Boccherini). Inoltre l’apertura della Rassegna riserverà ai primi di marzo una raffinata e gradevole sorpresa, ancora in fieri.

Confessiamo che siamo molto soddisfatti di questo programma, anche perché è nato da importanti e qualificate collaborazioni, non solo quelle locali consuete, ma con altre di grande prestigio nazionale, come Musica con le ali (di Milano, che valorizza giovanissimi talenti, per noi il Quartetto Rossini), la Fondazione Rossini di Pesaro, il Comitato per i grandi Maestri di Ferrara.

In secundis, abbiamo programmato per la Rassegna Musica d’Estate fra Torri e Bastioni in varie location cittadine i concerti estivi, da giugno ad agosto, che, ormai da tradizione consolidata, escono dal recinto della musica classica per confrontarsi e contaminarsi con la bella musica moderna: quest’anno proporremo Nostalgias (Gardel, Troilo, Piazzolla..), un recital De André (al Castello di Nozzano), la Banda De André nelle piazze della città storica, una serata con la Canzone napoletana (Napoli nel cuore, per baritono Giovanni Mazzei e soprano Michèle Buscemi), chiudendo con un Taht’s Musical, di grande effetto, con musiche dai musical più famosi, stranieri e italiani.

Infine, come vedete dagli eventi postati, abbiamo assunto un impegno con gli amici del Circolo del Jazz di Lucca: animare alcune serate dopo cena Al Caffè delle Mura, il venerdì. Ovviamente, in ossequio alla nostra strategia statutaria e, avvalendoci della collaborazione di Laura De Luca – flautista e vocalist di F. de André negli ultimi anni della sua vita –, abbiamo scelto un repertorio di valorizzazione della migliore produzione “leggera”, quella dei cantautori italiani dei decenni passati, da Jannacci a De André a Tenco, da Pino Daniele a Giorgio Gaber, ripercorrendo le città protagoniste del miracolo creativo italiano in campo autoriale: Genova, Milano, Napoli.

Tante scommesse, che speriamo siano ripagate da grande successo, che finora non è mancato. Informazioni più dettagliate sono rinvenibili fra gli eventi sul sito.

Chiusa con grande successo la stagione Animando 2018 della rassegna “Settecento musicale a Lucca”

 Grande orchestra, nell’accezione tecnica, è quella di almeno ottanta elementi, dimensione prodotta in epoca romantica. L’orchestra Nuove Assonanze riuniva “solo” una cinquantina di musicisti – quelli che si sono esibiti nella Chiesa dei Servi, domenica sera, 7 ottobre -, ma il pubblico, non avvezzo all’ascolto di organici musicali così ampi, ha tributato un convinto apprezzamento alla calda sonorità della performance musicale, numericamente forte quanto compatta. Quella sonorità è stata elegantemente costruita dal M° Alan Freiles che ha sfruttato al massimo la grande professionalità degli strumentisti ed è stata amplificata dalla magnifica acustica della Chiesa. Pubblico ammaliato e partecipe, dunque, e accorso numeroso ad ascoltare in apertura l’eleganza barocca di Francesco Barsanti (il suo Concerto Grosso, op. 3, n. 4), eseguito ad organico orchestrale ridotto secondo i moduli settecenteschi, e, successivamente, le ariose note europee di Alfredo d’Ambrosio, musicista napoletano della Belle Époque, francese di adozione, che ha incrociato nella sua carriera anche il nostro Giacomo Puccini, suo contemporaneo di maggior successo.

 I due concerti per violino e orchestra, creati nel primo decennio del Novecento, hanno rivelato al pubblico affascinato la bellezza complessa della partitura musicale, esaltata allo spasimo dalla bravura dei due solisti virtuosi del violino – i giovanissimi Laura Bortolotto (che ama tornare a Lucca) e Christian Sebastianutto (che già in aprile aveva eseguito lo stesso concerto). Ambedue hanno alla fine strappato applausi interminabili, a stento trattenuti per ordine degli organizzatori, causa registrazione in diretta del concerto per la pubblicazione di un DVD rivolto al mercato europeo.

 Gianluca La Villa (Comitato per i Grandi Maestri di Ferrara), instancabile mecenate della musica e appassionato scopritore di tesori dimenticati, ha contribuito con Animando a portare a Lucca questa bellezza e a farne dono alla città di Puccini, che sembra aver apprezzato col calore del pubblico intervenuto e con la piena soddisfazione di Animando, che si compiace di essere l’unica associazione che punta a proporre l’orchestra, nonostante tutto.

Si è conclusa in tal modo la lunga serie di concerti realizzati da Animando all’interno della Rassegna il Settecento musicale a Lucca 2018. La prossima edizione 2019 vedrà ancora il forte impegno di Animando per caratterizzare meglio la Rassegna e renderla uno degli appuntamenti culturali di eccellenza nel panorama cittadino degli eventi. Arrivederci, dunque.

Francesco Barsanti e due giovani talenti del violino protagonisti domenica 7 ottobre

A Francesco Barsanti, nato a Lucca nel 1690, la sua città natale, sempre fredda verso gli emigrati di successo, non ha mai tributato il dovuto riconoscimento. Eppure il Concerto grosso in programma – Op. 3, n. 4 , che apre la serata del 7 ottobre alle 21.15  nella Chiesa dei Servi – mostra evidenza sia dell’innovazione che della creatività musicale dell’autore, che merita un posto non secondario fra i grandi musicisti della tradizione lucchese. Barsanti è più conosciuto nel mondo anglosassone che da noi: Animando da tempo lo ripropone, convintamente, come fanno peraltro musicisti competenti e raffinati come gli Auser Musici, e intende farne uno degli emblemi della Lucca musicale, accanto ai grandi Geminiani, Boccherini e Puccini.

Francesco Barsanti si dedicò interamente alla musica dopo aver seguito studi di giurisprudenza all’università di Padova. Studiò con diversi maestri oboe e flauto e nel 1714, insieme con Francesco Geminiani, si trasferì a Londra, dove lavorò come flautista e oboista al Teatro dell’Opera Italiana. Si spostò poi in Scozia, a Edimburgo, dove visse fino al 1750 circa raccogliendo una gran quantità di canzoni popolari, trascritte con l’aggiunta del basso. Si trasferì di nuovo a Londra, dove morì nel 1770.

Barsanti fu anzitutto un ottimo strumentista, in modo particolare nello strumento da lui prediletto, il flauto, ma dette validissime prove di sé anche come compositore, mostrando uno stile originale sia nelle sonate sia nei concerti grossi. Questi ultimi si segnalano, tra l’altro, per una strumentazione particolarmente ricca per la sua epoca. Barsanti, infatti, mostra spesso un insolito impiego e sviluppo di fiati (corni, oboe, tromba) e timpani nel concertino, allontanandosi dai contemporanei musicisti italiani che, sul modello corelliano, riservavano agli archi anche il concertino.

La serata vede poi l’esibizione di due giovani talenti del violino solista, Laura Bortolotto e Christian Sebastianutto, impegnati nell’esecuzione dei concerti n. 1 e 2 di Alfredo D’Ambrosio (1871/1914), contemporaneo di Giacomo Puccini, emigrato in Francia dalla sua Napoli e morto ancor giovane a Parigi.  Il concerto n. 2 è già stato eseguito a Lucca la primavera scorsa, proprio all’interno della nostra rassegna. Vengono eseguiti entrambi in questa occasione per la registrazione di un DVD che sarà diffuso nel mercato europeo.

Il “Concerto n.1 in Si min. per violino e orchestra op.29”, composto nel 1903 e dedicato al grande violinista Arrigo Serato che ne eseguì la prima a Berlino il 29 ottobre 1904, consta di tre movimenti e si apre con un Grandioso, moderato e sostenuto, dando voce al violino di Laura Bortolotto con lirismo tenorile e slancio . La solista da questo momento in poi prende la guida e sviluppa il suo canto con note doppie, legati rapidissimi, recitativi lirici, con successive variazioni tonali, in cui il violino ricama, fino alla conclusione del primo movimento che, senza una soluzione di continuità dell’orchestra, porta al melodico secondo tempo, un Andante: Lento  che inizia sulla quarta corda ed è cuore lirico di tutto il Concerto. Il movimento Final: Allegro-Presto, mostra il violino solista nelle più ardite dimostrazioni di virtuosità, scale, note doppie, trilli, e con modulazione in Si maggiore e una serie di note doppie trillate del solista si conclude in un glorioso Si.”

La realizzazione del citato DVD si deve alla iniziativa del Comitato per i Grandi Maestri di Ferrara e di “Animando” Lucca. La videoregistrazione è operata da THE ACHORD PICTURES, Budapest.

Clamoroso successo di Faber per Tenco: a grande richiesta, si punta ad una replica

Un momento significativo dell’evento è disponibile alla nostra pagina Youtube.

Una serata di emozioni, ad iniziare da quelle degli organizzatori, preoccupatissimi dalla quantità di prenotazioni pervenute, che hanno indotto ad utilizzare il numero chiuso, nel rispetto delle norme di sicurezza. Causa evidente, un limite di previsione, che ha mostrato l’inadeguatezza della pur splendida cornice del sotterraneo del Baluardo S. Regolo. Tante persone sono rimaste in piedi e lontane dal palco; altrettante sono state mandate via, con molti e comprensibili mugugni. Da qui la domanda di una replica, che al termine i tre assessori presenti (Vicesindaco, Cultura, Urbanistica) e il presidente dell’Opera delle Mura hanno fatto propria.

All’inizio del concerto il presidente di Animando ha chiesto il silenzio e la rinunzia agli applausi, riservati alla fine. Il pubblico è rimasto fedele al mandato.

Così, nel silenzio e nell’ombra, con una suggestiva proiezione sui muri del sotterraneo, è apparso De André in un video RAI del 1967 con Preghiera a gennaio, scritta per la morte dell’amico, una delle “canzoni” più struggenti e poetiche di Faber. Poi è entrato in scena Annese Pantaleo, interprete di Fabrizio, che ha immediatamente magnetizzato il pubblico, con un monologo rivolto all’amico Luigi, che ha tracciato le tappe della loro amicizia, partendo a ritroso dalla visita all’obitorio di Sanremo e dagli intensi giorni di dolore successivi – dai quali scaturì la poesia catartica della Preghiera, per poi rievocare le vite parallele, le donne, gli amici di Genova, gli anni 60 del boom, l’antimilitarismo, la partecipazione attiva alla rivolta giovanile.

Ed ecco irrompere la musica, con la Ballata dell’eroe, cantata da Faber/Annese e completata nella seconda strofa da Tenco/Effenberg, che entra in scena quasi come un’ombra e poi intona “Io lo so già”, un pungente manifesto contro la morale borghese. Tenco non parla, solo canta la sue canzoni, introdotte dal monologo dell’amico, che ricorda le tante cose che li univano e che avevano condotto al progetto di fare un lavoro assieme, fondato sulla profonda convinzione di svolgere un’attività culturale alta, di essere artisti e non strumenti dell’industria discografica. E qui De André ha cantato le sue canzoni genovesi della prima ora e Tenco, il più politico dei due, E se ci diranno, con Effenberg che alla chitarra ne ha fornito una convincente versione dylaniana.

Faber ha poi introdotto il tema dell’amore, che divorava ambedue, marcando una predilezione per le canzoni d’amore di Luigi rispetto a quelle di protesta, e, per introdurle, ha intonato la sua bella e popolare canzone su un amore finito, La canzone dell’amore perduto, lasciando poi lo spazio a Tenco per le sue immortali Mi sono innamorato di te, Ho capito che ti amo, Angela, Io sì, infilate una dietro l’altra. La verità di Luigi, però, ha detto Faber, sta  in tre canzoni – le più pregnanti per la sua visione del mondo, che coniuga un idealismo quasi ingenuo (Ragazzo mio), con la disperazione (Vedrai, vedrai) e finisce nella desolazione e nel glaciale disincanto (Un giorno dopo l’altro): una visione controcorrente e pessimistica, singolare nello stordimento consumistico ed entusiastico degli anni Sessanta, del boom e del futuro ridente.

Dopo 14 brani arrriva la scena conclusiva: si abbassano le luci e un nuovo video col sottofondo di “Se potessi, amore mio”, con la voce calda e le immagini vive di Tenco, porta l’emozione al massimo, sostenuta in fine dalla ripresa orchestrale di Preghiera in gennaio.

E qui, compressi a stento fino ad allora, sono partiti i lunghi applausi, che hanno salutato gli artisti: una ovazione per Pantaleo Annese, vero pilastro della serata, con la sua recitazione così intimamente partecipata e con performance vocali straordinarie; per Effenberg (che pure ha faticato a entrare nel mondo tenchiano); per l’orchestra, impeccabile sotto la guida del giovane M° Jacopo Phelan, supportato da    giovani e abili strumentisti; per la regia di Nicola Fanucchi, prolifica di invenzioni teatrali, e per gli ideatori, Di Grazia e Pezzopane, novizi e stupefatti autori dei testi.

Animando si adoprerà con determinazione per una replica cittadina, che superi i limiti della messinscena, individuati anche nella pur bellissima location e nel service acustico, non all’altezza dei bisogni. Con le necessarie migliorie, sarà un nuovo evento che la città si merita. E sarà un nuovo successo!

Su YouTube una sintesi video dell’evento; in calce una sintesi fotografica.

Musica di Weimar e De André/Tenco: ultimi concerti di fine estate

Una sintesi dell’evento alla nostra pagina Youtube

In un settembre precocemente autunnale ma carico di eventi culturali, Animando propone due concerti di grande interesse.

Il primo recupera le atmosfere espressioniste degli anni Venti, carichi delle tensioni sociali del Dopoguerra e generatori dei fermenti oscuri sfociati nel Nazismo. Siamo nel Nord Europa, Berlino è una città tragica e vitale, che dà voce ad artisti rivoltosi, alla ricerca di linguaggi anticonvenzionali e non consolatori, che nella musica si affermano anche nel Cabaret, luogo di culto immortalato nella letteratura e nel cinema (H. Mann/Angelo azzurro, Bob Fosse/Cabaret).

Tre valenti giovani strumentisti, tutti under 30 – Valentina Ciardelli/contrabbasso, Pierpaolo Romani/clarinetto, Andrea Pennati/chitarra classica – hanno voluto ricostruire in musica quel clima culturale, attingendo ad autori conclamati che vanno da Berg a Weill (nella foto con Brecht), da Hindemith a Strauss R. e Stravinskij, senza farsi mancare incursioni moderne – l’immancabile Zappa e altro. Una serata da apprezzare ad occhi chiusi e orecchie ben aperte, lavorando di fantasia: venerdì 7 settembre, ore 21.15.

Il secondo concerto, di ingente impegno produttivo, si svolge sabato 15 settembre, ore 21.15 nei Sotterranei del Baluardo di S. Regolo, Mura Urbane; ingresso dalla discesa dell’Orto Botanico.

Animando persegue il recupero della Bella Musica, al di là dei generi e della convenzioni. Lo fa anche con questo recital – FABER per TENCO – in cui Fabrizio de André (l’attore e cantante Pantaleo Annese) racconta la sua amicizia con Luigi Tenco, mescolando le canzoni della sua prima produzione artistica con quelle del cantautore morto suicida a 29 anni nel 1967, interpretato dal giovane lucchese Effenberg, anch’egli cantautore. Quindici canzoni, inserite in un testo essenziale (un monologo di de André rivolto all’amico: “ascolta la sua voce che ormai canta nel vento”), due video d’epoca, di cui il primo, la bellissima “Preghiera in gennaio”, apre il recital.

I due cantautori ci hanno lasciato canzoni popolari indimenticabili, tesori degni di passare alle giovani generazioni e di essere fruite nelle modalità musicali più diverse e moderne. Noi abbiamo voluto rivestirle di una veste preziosa, ispirata al barocco, confezionata dal M° Silvano Pieruccini (autore degli arrangiamenti) e le facciamo eseguire da un gruppo di archi e fiati giovani, guidato dal pianista Jacopo Phelan. Nicola Fanucchi ha collaborato alle soluzioni sceniche. Ideazione e testi di Mauro Di Grazia e Rosanna Pezzopane.

“Ricordate la leggerezza mozartiana con la quale … ne scriveva … Edmondo Berselli ? La canzone è come l’acqua fresca, sembra niente ma è tutto, placa l’arsura della malinconia e dell’abitudine, e se c’è nebbia fa vedere il sole, dà coraggio a chi ha paura, commuove anche il più burbero dei solitari, è il fischiettare dell’individuo ma è anche la civiltà del coro. La canzone, val la pena ripeterlo, è popolo senza populismo, è la colonna sonora della democrazia”. (Francesco Merlo, 2016)

Ingresso libero; prenotazione consigliata per limitatezza posti a sedere, con mail a comunicazione@animandolucca.it

Tutto esaurito per Musical Pops alla Rocca di Nozzano

[Da “Lucca in Diretta”] È stato un concerto da tutto esaurito e posti in piedi quello che si è tenuto ieri sera (5 agosto) alla rocca del castello di Nozzano, nell’ambito della rassegna Musica d’estate tra torri e bastioni organizzata da Animando e dal Circolo del jazz con la collaborazione dell’Opera delle Mura e del Comune di Lucca.

La Francigena Chamber Orchestra ha dato prova di grande affiatamento, merito anche dell’energia del maestro Rosella Isola. La personalità del soprano Ilaria Casai, insieme all’eleganza esecutiva del flauto Laura De Luca e del violino solista Paolo Del Lungo, hanno saputo coinvolgere il pubblico di Musical Pops – questo il nome scelto per l’evento. Complici, certo, anche le luci del piccolo borgo medievale dell’Oltreserchio e la suggestione del repertorio scelto: un’antologia di classici di musica da camera, melodramma, danze popolari e colonne sonore – da Mozart a Puccini, da Morricone a Piovani, dal tango di Piazzolla al gran finale con la Csárdás di Monti, ripetuta nell’acclamato bis.

Alcune immagini della serata: